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I cervelli italiano sono in fuga all'estero Surprised

speriamo che il mio ritorni presto Laughing

 
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Just do it
Scritto da Antonello   
martedì 05 giugno 2007

Da oggi Just do it non è più soltanto un geniale slogan di una nota azienda di scarpe. Adesso è anche il titolo di un libro scritto da Douglas Brown, un giornalista del Denver Post. Il concetto - tiriamo fuori il nostro inglese fluente - è: fallo e basta. Ma che cosa?
Proprio quello che state pensando. Il libro, infatti, racconta minuziosamente cento giorni consecutivi di sfrenato sesso tra l'autore e sua moglie, la mente che ha partorito il singolare esperimento erotico. Cento giorni sono tanti, specialmente se gli amplessi sono più di uno al giorno. Specialmente se sempre in compagnia della propria partner.
Così, i due coniugi quarantenni si sono sbizzarriti, e l'hanno just do it in cima a una montagna, alla fiera del porno di Las vegas, in motel da quattro soldi e in hotel da divi hollywoodiani. Persino sotto una tenda indiana! Douglas si sta già pregustando il prossimo esperimento che toccherà i duecento giorni di performance. Dove potremo avvistare la focosa coppia? Sulle pendici dell'Etna in eruzione? Sotto le onde di uno tsunami? A Porta a Porta? Staremo a vedere.

 

Antonio Gargiulo

02-03 18:58  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Ultimo aggiornamento ( martedì 05 giugno 2007 )
 
FUGGITA DI CASA CON IL RAGAZZO!! LA POLIZIA LA STA CERCANDO
Scritto da Sabrina   
venerdì 18 maggio 2007

av-138650E' di queste ultime ore la notizia di una quindicenne fuggita di casa con il suo ragazzo dopo essere stata beccata da un'insegnante in un bar,anzichè essersi recata a scuola.

Era giornata di verifica e due amiche si erano messe d'accordo per entrare a scuola l'ora successiva: non se la sentivano di affrontare la prova scritta di inglese. Una di loro era riuscita ad ottenere la giustificazione  scritta dai genitori raccontando che l'insegnante non sarebbe stata presente nella mattinata, l'altra raccontando di non sentirsi bene. Il caso fortuito ha voluto che l'insegnante di latino abitasse proprio davanti al bar e le incontrasse.Così entrando a scuola ha chiesto spiegazioni sulla loro entrata posticipata e non ritenendosi soddisfatta delle risposte ha convocato i rispettivi genitori per un colloquio il giorno successivo. Una delle ragazze, per paura di conseguenze spiacevoli e malaugurate, ha avuto la cattiva idea di fare la valigia e prendere il primo treno con il fidanzato per una destinazione sconosciuta con solo 50 euro in tasca. Da due giorni purtroppo non se ne hanno tracce: i cellulari dei due sono spenti e non è possibile localizzarli. La polizia li sta cercando nel Nord Italia, ma non si hanno ancora notizie. Prima di partire la ragazza ha scritto un biglietto ai genitori, dicendo che li amerà sempre, che non farà mai cose sbagliate e che prima o poi ritornerà. Purtroppo sono episodi sempre più frequenti che creano allarme e panico tra i genitori e che si verificano  anche in una piccola città, finora ritenuta sicura e incontaminata. I giovani hanno troppo, sono abituati a volere tutto e subito. Sono bombardati da molti modelli negativi proposti dai media e diventano confusi, disorientati: hanno paura di affrontare la realtà e compiono atti impulsivi,  senza valutarne le conseguenze, non consapevoli di quello a cui vanno incontro. Il minimo intralcio ai loro piani e il venire scoperti da un'insegnante diventa pertanto un'onta insopportabile da sopportare davanti agli amici e ai compagni di classe: meglio la fuga da sè stessi e dalla realtà in cerca di un futuro migliore. Purtroppo però queste fughe si trasformano in vere e proprie tragedie e sono veicolate spesso dagli atteggiamenti incauti degli insegnanti o dai genitori, che, presi dalla frenesia della vita quotidiana, non riescono a cogliere per tempo i disagi nei loro comportamenti ed a prevenire il peggio. L'unico modo per attirare  su di sè la loro attenzione quindi diventa  il pretesto per una fuga, un taglio con le regole, i divieti e le imposizioni che molto spesso vengono vissute come dei veri e propri diktat antiquati a cui si deve pèr forza trasgredire, per non assoggettarsi.

Una ricetta in questi casi non è semplice da dare, solo il buon senso ci può guidare. Il giudizio a posteriori diventa sempre scontato: la ragazza in questione era una brava ragazza che non aveva mai dato avvisaglie dei suoi piani: chissà cosa è scattato dentro di lei per farle perdere la ragione, per farle decidere di tagliare i ponti con tutto e tutti senza pensarci un attimo? Tutti i i compagni di classe e gli insegnanti sono in allerta e aspettano una chiamata che possa togliere dall'angoscia i suoi genitori. La speranza di tutti è che i ragazzi rinsaviscano, riprendano la via di casa e che questa esperienza, se sarà a lieto fine, possa aiutarli a crescere.

 

 

08-11 01:38 ...
Ultimo aggiornamento ( domenica 14 ottobre 2007 )
 
I GIOVANI E LA PAURA NEI VARI CONTESTI SOCIALI
Scritto da Sabrina   
lunedì 14 maggio 2007

ombraragazzoIl clima familiare in cui crescono i ragazzi è come l’aria che essi respirano: entra in loro e i suoi effetti sono decisivi perché diventeranno parte integrante del loro carattere e contribuiranno alla formazione della loro identità in ottica di genere. Per questo è molto importante dare loro sicurezza, comunicare la sensazione di essere amati e desiderati; non stigmatizzare i loro errori con minacce, punizioni eccessive, ingiustizie o arrabbiature, ma aiutarli a crescere e maturare con senso di responsabilità, spiegando loro il motivo del nostro disappunto,  sottolineando i diritti e i doveri nei confronti della famiglia e della società. É importante che imparino il rispetto reciproco e soprattutto  nei confronti dei genitori, che a loro volta non devono offendere i loro sentimenti ed accettare il loro mondo anche quando  non corrispondono ai loro modelli di riferimento del passato. Devono interessarsi a loro e parlare con pacatezza, pazienza ma autorevolezza, rispondendo a tutte le loro domande senza considerarle ovvie o inutili. I giovani devo imparare a crescere e diventare indipendenti e assumendosi le proprie responsabilità. É fondamentale che i figli vedano nei genitori dei modelli di coerenza e dei punti di riferimento sicuri su cui potere sempre contare.
Ma come cambiano nel tempo le paure dei bambini?

Se alla materna la paura è soprattutto quella del distacco dalla mamma, alle medie si concentra nel rapporto con i tanti insegnanti. Alla superiori la paura è sempre più quella di non sentirsi all’altezza, di essere giudicati,di non “essere in grado di“ dai  loro compagni e, anche di deludere le aspettative dei genitori.
Quali sono di solito i disturbi che si manifestano?
Il più comune è senz’altro il mal di testa, e poi ci sono il mal di stomaco e la sudorazione eccessiva, che il più delle volte sono una somatizzazione di un disagio sperimentato. Corrispondono ad una richiesta di più attenzione e di affetto da parte dei genitori che, essendo sempre più impegnati col lavoro e  costretti a “delegare” ad altri l’educazione dei propri figli a partire dalla scuola materna,

spesso sottovalutano le paure dei loro figli, e non si accorgono dei disturbi di cui soffrono. Quando poi la paura dei figli si trasforma in panico, allora  travolge anche loro portandoli a viverla in eguale misura e la cura diventa complessa quando si tratta di patologia..

Quanto la paura dei genitori nei confronti della scuola influisce su quella dei figli?

So di mamme che temono che il proprio figlio si distacchi troppo da loro: lo vedono indifeso e bisognoso di protezione in un ambiente scolastico ritenuto indebitamente freddo e minaccioso e preferirebbero tenerselo sempre accanto. Il ragazzo, inconsciamente, percepisce questa sensazione e fa suo questo desiderio aggravandolo.

Inoltre i genitori hanno aspettative troppo alte: vogliono molto dai loro figli, tutto ciò in cui loro non sono riusciti. Così iperprotezione e obiettivi spropositati portano il ragazzo alla perdita di fiducia in sé e ad una bassa autostima. Si fa insicuro, teme ogni cosa, gli insegnanti, i compagni, il tragitto casa – scuola, l’intervallo; si convince di non essere in grado di fare, di azzardare, di tentare: le paure, a questo punto, si moltiplicano. Spesso vengono accuratamente nascoste per poi manifestarsi più tardi attraverso sintomi disturbanti o vere e proprie patologie.

L’atteggiamento dei genitori può quindi influire positivamente o negativamente sulle paure dei figli. Alle loro paure naturali non devono sommare le proprie, nè le loro preoccupazioni o angosce. È dai genitori che deve arrivare il supporto fondamentale per favorire la crescita dei propri figli e non la ricerca della perfezione ad ogni costo.

    

 
Ultimo aggiornamento ( domenica 14 ottobre 2007 )
 
LE GIOVANI D'OGGI: BELLE, BELLISSIME, MA SENZ'ANIMA
Scritto da Sabrina   
lunedì 14 maggio 2007
angoscia_pietraLa massima aspirazione di molte ragazze è essere alla moda, costi quello che costi, diventare veline, evadere e comparire in tv in una società che vuole tutti/e rispondenti a canoni di bellezza televisivi, in cui l’avvenenza è sinonimo di  affermazione, in cui l’apparire è di gran lunga più importante dell’essere. Sulla scia della moltitudine di reality shows, dei tanti concorsi di bellezza, Miss Italia compreso, le giovani d’oggi si devono uniformare alle altre per essere considerate all’altezza (jeans a vita bassa, ombelico fuori, vestiti firmati , nonchalance e aria da eterna annoiata), restano preda del bombardamento mediatico e scendono in guerra aperta con le altre e con sé stesse..I “tronisti” e le “veline” sono esempi da imitare, traguardi da perseguire: diventare come loro, essere uno/a di loro, questo lo scopo dell’esistenza. E se non ci si riesce, ci si accanisce contro chi invece incarna quei cànoni, forse anche inconsapevolmente, forse solo per dono di Madre Natura, o ci si accanisce contro il proprio corpo, sottoponendolo a diete drastiche, ad esercizi fisici massacranti e “aiutati” da sostanze, sino a diventare bellissimo/a. per assomigliare a questa o quella attrice,  sopportando lo stress “della differenza” per cm di giro fianchi o costituzione ossea, o semplicemte per disponibilita’ monetaria…..Violenza lesionista e autolesionista, sino all’annientamento della Ragione, passando attraverso la mortificazione del corpo, proprio e altrui.  In un epoca in cui ha importanza solo quello che si appare secondo i dettami della moda e i canoni di bellezza imposti dai media, dai giornali e dal gruppo a cui conformarsi per non sentirsi esclusi, questo fa ancora più eco perché sottolinea come il rispetto per l’altro e i valori perdano la loro importanza davanti all’apparire per forza e al primeggiare ad ogni costo, per sembrare più fighi. Là dove le belle sono glorificate e ottengono tutto con il minimo sforzo (o almeno, così viene fatto pensare), là dove alle belle si attribuisce un potere sociale superiore, là dove le brutte o le "non conformi" vengono trattate con disprezzo, ecco che si formano sacche di rancore. É in atto un processo di spersonalizzazione generale dell’individuo in cui gli adolescenti vengono trascinati nel meccanismo del "se non sei bello e vincente non vali niente", perché se non sei bello nessuno ti fila , senza pensare minimamente che sembrano l’uno il clone dell’altro, proprio come in televisione. La situazione è peggiorata rispetto al passato (e di parecchio); e se siamo arrivati a questo punto è perchè mancano delle fondamenta su cui si costruiscono il carattere, l’intelligenza e la moralità di una persona. Mancano i valori, come il rispetto della propria dignità e di chi ci circonda. Chi è troppo belo e vincente deve essere eliminato, perchè fa da specchio. In un gruppo di pari la solidarieta’ femminile esiste solo fino a che si e’ "sfigate uguali", con lo stesso grado di cellulite, e la medesima incapacita di cuccare e appena una delle due o tre o quattro osa disallinearsi un pochino diventa una rejetta. La vera amicizia tra femmine e’ cosa quanto mai rara, tuttal’piu’ si e’ unite da una passione (gli uomini, i soldi, lo shopping) e si fa perno su quello: ma guai a essere state uguali e poi cambiare. Quindi meglio trovarsi delle amiche simili ma profondamente differenti, c’e piu’ ricchezza, maggiore probabilita’ di confronto e  piu’ alta probabilita’ di solidità e durata. Le giovani devono imparare anche il rispetto  e la dignità del proprio corpo da non esibire a chicchessia e a non inseguire i miti irraggiungibili, sottolineando il valore dell’amicizia, dando per prime l’esempio ed essendo coerenti con quello che fanno. Devono incominciare con darsi delle regole, riconoscendo  i limiti e i confini oltre i quali non si può andare, accettarsi per quello che si è, perché la vera bellezza è quella interiore e non quella fatta di  silicone o muscoli da mostrare per diventare famosi e avere successo. Il poeta e commediografo Jean Cocteau scrisse: «La bellezza ha privilegi immensi», ma sono convinta che senza rispetto di sé e degli altri, e la mancanza di valori l'educazione sia finalizzata solo a sé stessa>>.    

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( domenica 14 ottobre 2007 )
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Il mistero dei chioschi....
Scritto da Antonello   
venerdì 01 giugno 2007

 

E' ancora fitto l'alone che avvolge i fatti misterisi che avvengono nelle sedi della Facoltà di Ingegneria di P.le Tecchio e Via Claudio a Napoli. Molti studenti, infatti, hanno potuto verificare che i chioschi telematici posizionati in quelle sedi, semplicemente, non funzionano. Così, coloro che vogliono ad esempio stampare il certificato storico sono costretti a richiederlo alla segreteria che ha già dimostrato le sue difficoltà nello svolgere la gran mole di lavoro che accompagna l'inizio di ogni anno accademico. Di questa situazione di disagio si è occupata l'AS.S.I. che alcune settimane fa ha contattato la Presidenza della Facoltà di Ingegneria. Questa ha risposto ai Rappresentanti degli studenti di AS.S.I. che non aveva la possibilità d’intervenire, indicando nella persona del dott.Tafuto (responsabile della I ripartizione) la persona a cui far riferimento.
Di concerto con lo CSIF (Centro Servizi Informatici di Facoltà) questi si è premurato di assicurare che vengano messe a disposizione in ogni aula multimediale dei terminali per la prenotazione degli esami. Tuttavia l'impossibilità di stampare la ricevuta di prenotazione degli esami sussiste, trattandosi di una procedura che non può essere effettuata da casa e nemmeno i tanti certificati.
Non avere degli strumenti telematici adatti ad ottenere in tempo reale certificati utili, è una evidente prova di inefficienza per una Università prestigiosa come la Federico II.
Se poi si pensa che la facoltà dove ha sede questo disservizio è quella d’Ingegneria, dove la tecnologia dovrebbe ricoprire un ruolo determinante, si corre il rischio di cadere nel grottesco.

 

Antonio Gargiulo

Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 giugno 2007 )
 
La sana follia di Cristicchi
Scritto da Sabrina   
domenica 27 maggio 2007
 Il cantautore romano, vincitore della 57° edizione del festival di Sanremo  alla "Federico II"per presentare il suo documentario "Dall'altra parte del cancello", un viaggio fra le ex strutture manicomiali italiane. L'incontro è stato organizzato dalla facoltà di Medicina e Chirurgia e dal dipartimento di neuroscienze. All'incontro presente il Preside della Facoltà La sala è piena di gente (ragazzi soprattutto, ma non mancano alcuni professori). Lo "stress" da attesa dura poco. È quasi puntuale, quest'artista così giovane, così diverso come sensibilità ed attitudini da tutti gli altri sui colleghi. Saluti, applausi, formalità. Ma è evidente: lui aspetta di proiettare quel documento che lui stesso ha girato, quella testimonianza che conta più di mille discorsi e frasi di circostanza. Alla fine ecco che le luci si attenuano, il videoproiettore si mette in funzione e l'attenzione dei presenti si catalizza sulle immagini. Non è la solita retorica stantia che traspira da questo video. E' la prova evidente di una sensibilità fuori dal comune. E' quello che lui stesso definisce l'affascinante mondo dei "matti" che lui conosce bene e col quale è in contatto da quando, ragazzo affascinato dai fumetti, fece domanda per il servizio civile. "Ho imparato l'arte di ascoltare, visualizzando altre forme di comunicazione, fatte di sguardi e parole non dette". E' questo che esprimono le sue canzoni. Al termine della proiezione si apre il dibattito pubblico sui problemi legati alla detenzione dei malati mentali all'interno dei manicomi italiani. Un confronto con studenti e docenti sul tema del disagio mentale Lui risponde con calma e senza sembrare minimamente turbato dalle domande sempre più insistenti e pressanti. Anzi sembra soddisfatto. Sembra di rivedere quel volto emozionato ma appagato dal vedere finalmente risaltare all'attenzione di un pubblico che ha fama di cattivo pensatore, il tema che gli è più caro: l'integrazione del disagiato. Citando a memoria calda le prime impressioni di questa mattinata da ricordare: la bellezza è in ogni dove la si riesca a vedere. A volte nasce dal dolore, ed il dolore è inspiegabile. Proprio come la follia. La bellezza è anche follia quindi? Può darsi. Sicuramente la vera follia è il tapparsi occhi e orecchie e nascondersi in un piccolo mondo sordo. In fondo, pazzi sono tutti quelli che si prendono sul serio. O no?

Antonio Gargiulo

06-07 01:31  Siamo tutti o normalmente patologici o pato...
01-06 00:49 interessantissimo qst intervento!!! La mia risp...
Ultimo aggiornamento ( giovedì 31 maggio 2007 )
 
LA NUOVA COPPIA DEL SECOLO
Scritto da Sabrina   
mercoledì 09 maggio 2007

 

rosa_rossaUdite, Udite!! E' arrivata la nuova coppia mediatica del secolo. Ma come non lo sapete ancora? Ebbene si, due cari amici hanno ideato e dato vita al più innovativo ed accattivante sito web della storia. Faranno parlare di sè per l'acutezza, la spregiudicata ironia e la verve che sapranno trasmettere a tutti coloro che vorranno seguirli in questa avventura nei meandri del world wide web, comunemente chiamato web o per i più internet.

Chi sono? Ve li presento subito: lui figo all'ennesima potenza, con un fascino che traspare da tutti i pori web e che travolge al suo passaggio codazzi di femmine colpite dal suo charme, ironico, spregiudicato quando basta, ma di una competenza che va oltre i confini della terra, ebbene il nuovo "Einstein" del terzo millennio, di stanza in una delle città più tecnologiche del nord Italia. Ve ne farà sentire delle belle e vi contagerà con la sua simpatia e con la sua travolgende comicità innata. Lui, "il Fiorello del web", vi trascinerà nelle avventure più esilaranti che la sua mente è in grado di concepire.

Lei, vulcano di idee in eruzione, proiettata nel futuro e nello spazio, sempre alla ricerca di tutto ciò che è nuovo e fa notizia,  "fucina"  di progetti innovativi nel campo della comunicazione e della scrittura creativa, talent scout del nuovo "genio in erba", con una grinta che non conosce limiti e confini, sagace e pungente, complice e co-autrice del presente sito , la nuova eroina della galassia interplanetaria, caduta vittima senza speranza di recupero  del fascino biblico del super-fico del web, istrionica, di una simpatia galattica, vi accompagnerà alla scoperta di tutte le forme di vita semi-intelligenti del pianeta.

Certamente la nuova "strana coppia" vi darà del filo da torcere e ne vedrete delle belle. L'unione di queste due menti ultra-brillanti da "premio oscar" vi conquisterà al tal punto che non potrete più fare a meno di loro.

La memoria delle loro gesta si trasmetterà oltre i confini della terra e saranno loro i fautori della nuova era della comunicazione on line. Ai posteri l'ardua sentenza.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 14 maggio 2007 )
 
Uh che odore.... ma la mamma ha un nuovo trucco?
Scritto da Riccardino   
lunedì 07 maggio 2007

glade1

Dopo una stressante giornata non c'è niente di meglio che stravaccarsi a braghe calate per espletare i propri bisogni fisiologici.

Non è un mistero del resto che le migliori trovate arrivino proprio quando ci si siede sulla real tazza.

Sebbene tale posto risulti quindi per molti un pensatoio nel quale formulare il quarto principio della termodinamica, per taluni ragazzini dagli occhi a mandorla esso diventa invece un banco di prova della fragranza dei propri rifiuti policarbonati organici compatti, meglio conosciuti col termine meno tecnico di "merda".

Il fatto di potersi estraniare dal mondo in piena rilassatezza dà infatti modo di poter cogliere dettagli che prima sfuggivano.

Ne è la prova la pubblicità che tutti conosciamo in cui il ragazzino in questione, campione mondiale di flautolenze intestinali e freudiani amplessi anali, dopo aver accertato quasi con orgoglio l'olezzo dell'opera d'arte appena realizzata, vaga con lo sguardo perso alla ricerca del deodorante all'interno del gabinetto fino alla dura constatazione della sua l'assenza.

La mimica del ragazzo che tappa il suo naso è abbastanza eloquente, ma non contento di ciò, egli si abbandona anche ad un commento come a voler rendere noto ai presenti telespettatori l'effettivo successo della missione di sterminio della razza umana tramite gas tossici.

Il momento è tuttavia drammatico: la situazione, che per qualsiasi altro essere umano si risolverebbe con la semplice apertura della finestra presente sul retro, pone invece al soggetto in questione un grande interrogativo come

"Ma la mamma ha un nuovo trucco?"

La reazione del comune spettatore, dopo l'iniziale smarrimento, inizia a canalizzarsi nel desiderio di teletrasportarsi all'interno dello schermo accanto al ragazzino per impiccarlo con la catenella del wc.

Dopo un simile quesito, i tecnici dei nostri laboratori, sono stati sgunzagliati nel tentativo di dare un senso a tale evento.

Il risultato è stato sorprendente: non esistendo tracce che attestino l'esistenza di cosmetici contenuti in supporti di economica plastica bianca da attaccare alla parete col biadesivo, riteniamo che col deodorante del gabinetto, la madre, ci si trucchi veramente.

Con il classico istinto che contraddistingue noi uomini di scienza, abbiamo postulato che il soggetto in esame, oltre ad essere un odioso rompiscatole, sia dedito anche allo spreco dei preziosi make-up della madre.  

glade2A supporto di ciò è stato analizzato come il trucco in questione sia stato attaccato strategicamente accanto allo specchio 20 metri più in là rispetto al gabinetto e ben in alto per essere sicuri che non fosse raggiungibile.

Un esame approfondito ha anche rilevato la presenza di mine antiuomo sul pavimento e missili teleguidati.

Sebbene i risultati della nostra ricerca siano stati incoraggianti, un atroce dubbio ancora ci attanaglia: chi è il genio del marketing che ha ben pensato di trasmettere questo delicato spot all'ora di pranzo, mentre la maggior parte delle persone si siede a tavola e, tra una forchettata di spaghetti e l'altra, si trova di fronte agli occhi questo ragazzino alle prese con le sue avventure intestinali?

Nuove indagini saranno condotte, SETI2 vi terrà informati!

08-05 15:59 :lol: sei troppo forte!!!! sto sito è proprio bello... i tuoi interventi e comm...
Ultimo aggiornamento ( martedì 08 maggio 2007 )
 
SPLENDIDO SPLENDENTEEEEEE !
Scritto da Riccardino   
mercoledì 02 maggio 2007
splendidosplendente1Quando si pensa ad una pubblicità di detersivi, nella nostra mente appare magicamente l'immagine di una casalinga insoddisfatta alle prese con drammatiche macchie di sugo, pizza, catrame e cemento armato.

La storia ci insegna che, di generazione in generazione, da madre in figlia, le casalinghe si tramandano i più oscuri segreti per massimizzare l'efficenza domestica, ma MAI, e dico MAI, la marca esatta del detersivo da usare.

Come una prova del fuoco che attesta l'avvenuto passaggio da sguattera impacciata a nostra signora dei fornelli, si presenta ai nostri occhi la classica sfida della classica modella che ostenta la classica silhouette asciutta, ma i cui piatti grondano di grasso peggio di un porco allo spiedo, a tal punto che il telespettatore si chiede "ma questa mangia mai le cose che prepara?"

L'interpretazione più intuitiva che si può dare di tale scempio è che la suddetta cucini da schifo e butti rigososamente tutto nell'immondizia prima di chiamare il servizio pizza a domicilio sperando che arrivi a casa prima del marito. 

Nonostante gli assidui sforzi della poveretta, che nulla può contro lo sporco incrostato da 400 anni sulla pirofila, il momento di issare bandiera bianca e arrendersi all'evidenza di essere una fallita si avvicina a passi rapidi.

Tutto sembra perduto quando da lì a poco ecco apparire lui, il salvatore, che stava comodamente 5 metri più in là a godersi lo spettacolo.

Lui, il principe azzurro, bello come il sole, abbronzato, forte e col suo formidabile flacone di detersivo di forma fallica.

Da quando si è passati alle tavolette di detersivo, questo mito dell'uomo deciso e virile è però tramontato e si è dovuti ricorrere ad una figura più morbida, simpatica ed accattivante.

Il nuovo parto delle brillanti menti dei pubblicitari è di fronte agli occhi di tutti: SPLENDIDO SPLENDENTEEEEEEE!

Sebbene sia una riedizione della pubblicità dello stesso prodotto, un dubbio continua ancora ad assalirci: le suddette tavolette sono tossiche?

Uno studio più approfondito della pubblicità ha finalmente aperto uno spiraglio all'affannosa questione: a giudicare dall'euforia con cui il soggetto si rivolge ad una pasticca inanimata chiamandola supereroe e intimandole di sconfiggere il male, il sospetto è che le tavolette, Flavio Montrucchio, le abbia anche assaggiate.

Ulteriori studi hanno permesso di mettere in luce anche una particolare somiglianza con un illustre personaggio dello spettacolo:

sulla sinistra ecco Flavio Montrucchio, sulla destra Jimmy il Fenomeno nel ruolo del petomane in "Delitto in formula uno".

Una certa affinità espressiva lega i due individui, tuttavia non è ancora ben chiaro se ci sia anche un parallelismo di ruoli. Se così fosse, si spiegherebbe anche l'espressione preoccupata della consorte.

splendidosplendente2 jimmy

 

 

 

 

 

 

 

Per ora è tutto, passo e chiudo

03-05 02:01 :D proprio carino sto sito, passerò + spesso a visitarlo!!!
02-05 21:47 bellino
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 maggio 2007 )
 
EDIZIONE STRAORDINARIA!
Scritto da Riccardino   
martedì 01 maggio 2007
avvisoIn questa nuova entusiasmante missione ci avventureremo alla ricerca di forme di vita semi-intelligenti da studiare nei nostri laboratori supersegreti.

Mille interrogativi turbano e affascinano la nostra mente malata: chi è l'angustioso personaggio che vaga di città in città gridando con un megafono "E' ARRIVATO L'ARROTINO"?

E costui, quando smette i suoi panni, torna nella Bat Caverna?

E' previsto il ritiro della patente se si butta fuori strada il furgoncino di Stranamore da una sopraelevata ?

I testimoni di Geova si rendono conto che bussare all'uscio di casa alle 6:15 di domenica mattina senza un giubbotto antiproiettile è l'apogeo della teoria Darwiniana della selezione naturale?

Quesiti a cui sapremo darvi una risposta. Il più delle volte, sbagliata.

Se pensavate che i coglioni stessero solo tra le gambe, avrete modo di ricredervi...

06-05 21:55 GRAZIE!!!
01-05 20:01 Benissimo! Qlcno che fà i lavori in tempo reale, da n...
01-05 20:01 Ho sistemato tutto, adesso puoi sbizzarrirti con le sc...
01-05 20:01 P.S. a Riccà, st'impostazione dei commenti è uno schifo! Ma, vabbè...sarò io...
01-05 20:01 Finalmente hanno riaperto..i m
Ultimo aggiornamento ( martedì 01 maggio 2007 )
 
Grande inaugurazione!
Scritto da Riccardino   
martedì 01 maggio 2007

Hey! dico a te! 

Finalmente apre i battenti SETI 2!

04-05 22:49 e bravo Riccardo
Ultimo aggiornamento ( martedì 01 maggio 2007 )
 
© 2009 Seti 2 : alla ricerca di forme di vita semi-intelligenti
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