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Dopo una stressante giornata non c'è niente di meglio che
stravaccarsi a braghe calate per espletare i propri bisogni fisiologici.
Non è un mistero del resto che le migliori trovate arrivino proprio quando ci si siede sulla real tazza.
Sebbene
tale posto risulti quindi per molti un pensatoio nel quale formulare il
quarto principio della termodinamica, per taluni ragazzini dagli occhi
a mandorla esso diventa invece un banco di prova della fragranza dei
propri rifiuti policarbonati organici compatti, meglio conosciuti col
termine meno tecnico di "merda".
Il fatto di potersi
estraniare dal mondo in piena rilassatezza dà infatti modo di poter
cogliere dettagli che prima sfuggivano.
Ne è la prova la
pubblicità che tutti conosciamo in cui il ragazzino in questione, campione mondiale di flautolenze intestinali e freudiani amplessi anali, dopo
aver accertato quasi con orgoglio l'olezzo dell'opera d'arte appena
realizzata, vaga con lo sguardo perso alla ricerca del deodorante
all'interno del gabinetto fino alla dura constatazione della sua
l'assenza.
La mimica del ragazzo che tappa il suo naso è
abbastanza eloquente, ma non contento di ciò, egli si abbandona anche
ad un commento come a voler rendere noto ai presenti telespettatori
l'effettivo successo della missione di sterminio della razza umana
tramite gas tossici.
Il momento è tuttavia drammatico: la situazione, che per
qualsiasi altro essere umano si risolverebbe con la semplice apertura
della finestra presente sul retro, pone invece al soggetto in questione
un grande interrogativo come
"Ma la mamma ha un nuovo trucco?"
La reazione del comune spettatore, dopo l'iniziale smarrimento, inizia a canalizzarsi nel desiderio di
teletrasportarsi all'interno dello schermo accanto al ragazzino per impiccarlo con la catenella del wc.
Dopo un simile quesito, i tecnici dei nostri laboratori, sono stati sgunzagliati nel tentativo di dare un senso a tale evento.
Il
risultato è stato sorprendente: non esistendo tracce che attestino l'esistenza di cosmetici contenuti in supporti di economica plastica bianca da
attaccare alla parete col biadesivo, riteniamo che col deodorante del
gabinetto, la madre, ci si trucchi veramente.
Con il classico
istinto che contraddistingue noi uomini di scienza, abbiamo postulato
che il soggetto in esame, oltre ad essere un odioso rompiscatole,
sia dedito anche allo spreco dei preziosi make-up della madre.
A
supporto di ciò è stato analizzato come il trucco in questione
sia stato attaccato strategicamente accanto allo specchio 20 metri più in là rispetto
al gabinetto e ben in alto per essere sicuri che non fosse
raggiungibile.
Un esame approfondito ha anche rilevato la presenza di mine antiuomo sul pavimento e missili teleguidati.
Sebbene i risultati della nostra ricerca siano stati incoraggianti, un atroce dubbio ancora ci attanaglia: chi è il genio del marketing che ha ben pensato di trasmettere questo delicato spot all'ora di pranzo, mentre la maggior parte delle persone si siede a tavola e, tra una forchettata di spaghetti e l'altra, si trova di fronte agli occhi questo ragazzino alle prese con le sue avventure intestinali?
Nuove indagini saranno condotte, SETI2 vi terrà informati!
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